I Pompieri di Viggiù

 

Una storica foto dei Pompieri di Viggiù

Ascolta il brano suonato dall'Orchestra a Fiati

 

"I Pompieri di Viggiù" è il brano musicale che tradizionalmente conclude, come bis, i concerti della nostra Orchestra a Fiati. Nell'ultimo Concerto di Santa Barbara 2008 tenutosi all'Auditorium "Giovanni Agnelli" del Lingotto a Torino, è stato il pezzo conclusivo che ha decretato una standing ovation del pubblico.

Il successo della canzone e della musica de "I Pompieri di Viggiù" fu decretato nel 1949 in occasione dell'uscita del film "I Pompieri di Viggiù" con Totò.

 

 

   

Alcune locandine del film

 

Il film ebbe lo scopo di proporre al pubblico i migliori numeri delle compagnie di riviste dell'epoca.Un plotone di vigili del fuoco di Viggiù che si sente offeso dalla canzoncina che Armando Fragna fa cantare in una rivista milanese si reca sul posto in spedizione punitiva. Ma una volta giunti sul posto i pompieri finiscono per vedersi lo spettacolo, sbirciare tra le ballerine, chiedere autografi e la canzone che li offende passa quasi inosservata. Totò e' presente con lo sketch del manichino e con il gran finale.

 

   

Alcune immagini tratte dal film di Marcello Marchesi e Steno per la regia di Mario Mattoli

 

Piu' che un film lo si puo' considerare un documento d'epoca sull'avanspettacolo , e' infatti un collage di riviste e quadri musicali tenuti insieme da una trama piuttosto insignificante.Indimenticabile e' lo sketch del "manichino " con Totò.

 

 

L'idea del film fù di Dino De Laurentiis uno dei produttori della Lux Film, che pero' non trova d'accordo i responsabili della casa di produzione; decide quindi di indebitarsi personalmente per portare avanti i progetto. Il regista Mattoli gira l'Italia intera per riprendere gli spettacoli di maggior successo, montando il tutto in modo da farlo sembrare un unico grande spettacolo. C'e' Dapporto nelle parodie di Petronio, Maurice Chevalier e monsieur Verdoux; riprendono Nino Taranto che nel suo spettacolo "Nuvole" fa il vigile moralista; a Roma c'e' Wanda Osiris che canta Sentimental;e a Torino registrano Totò nello sketch del manichino di C'era una volta il mondo. Terminato il film pero' De Laurentiis ha difficolta' nel farlo distribuire ottenendo la proiezione solo in due sale romane di seconda visione, pero' l'immediato successo costringe la Lux alla distribuzione su tutto il territorio nazionale.

 

 

 

Scriveva Ennio Flaiano, su il "Mondo", Roma, 30 aprile 1949.


[...] «L:errore dei critici è di voler considerare I pompieri di Viggiù un film, mentre si tratta di un documentario che anticipa in Italia le gioie della televisione. Del documentario questa pellicola ha infatti tutti i pregi, che non sono mai quelli preevisti dal produttore. Ad occhi sinceri e scientifici appaiono come i pregi di una puntuale sincerità, gli stessi pregi della Natura. Del resto il direttore lascia girare la macchina senza curarsi di intervenire, di truccare la realtà, facendola migliore o peggiore. Gli basta che la pellicola non prenda luce, che la gente si muova e faccia chiasso: si comporta cioè con la stessa discrezione di un esploratore che fotografa un branco di leoni nella foresta e per prima cosa ha cura di non rivelare la sua presenza. Così inteso, I pompieri di Viggiù è un capolavoro involontario di "reportage" e di osservazione. Si pensa alla "Vita degli insetti" del Fabre o ai "Ricordi di viaggio" del Darwin, alla sincera ingenuità che spesso queste opere denunciano e che non sono il loro pregio minore. I comici, le ballerine e i cantanti sono ripresi allo stato naturale e mostrano un volto familiare, affettuoso, senza inganni. Ciò che il palcoscenico non rivela, lo schermo mette in evidenza, e cioè l'età degli attori, le loro lunghe lotte contro le rughe e i denti ribelli, la tenacia di certe comparse, le proporzioni dei costumi, insomma lo sforzo che costa a tutti l'onesto divertimento che procurano ogni sera al pubblico. Il film, diciamolo pure, ha qualche cosa di umano. E proprio in questo sta la sua forza. Lo spettacolo che offre non è mai corruttore, ossia non spinge al sogno, non esprime quella pornografia sentimentale, rosea dei film americani dello stesso genere. [...]».

 

 

 

Testo della canzone

 

Per volere del visconte, su parere del barone
han fondato la sezione dei pompieri di Viggiù
pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù
 
poi a spese del marchese han comprato le divise
con feluche a larghe tese e i pennacchi rossi e blu
pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù
 
indi a scopo addestrativo il paese hanno incendiato
il reparto si è schierato e ha gridato: "Hip, hip urrà!"

Viva qua, viva là, viva su e viva giù
viva i pompieri di Viggiù
che quando passano i cuori infiammano
viva i pennacchi rossi e blu
viva le pompe dei pompieri di Viggiù.


Affrontarono l'incendio con le pompe verso sera
però l'acqua ahimè non c'era per potere funzionar
pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù

però il capo ebbe un'idea veramente peregrina
caricò con la benzina tutti quanti gli estintor
pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù
 
ed in meno di un secondo nel villaggio già bruciato
tutto in fumo se n'è andato il plotone dei pompier.

Viva qua, viva là, viva su e viva giù
viva i pompieri di Viggiù
che quando passano i cuori infiammano
viva i pennacchi rossi e blu
viva le pompe dei pompieri di Viggiù.

Viva i pompieri di Viggiù
che quando passano i cuori infiammano
viva i pennacchi rossi e blu
viva le pompe dei pompieri di Viggiù

 

 

 

A cura della Direzione Relazioni Esterne, Immagine e Comunicazione

(Carlo Binotto)